Anno: 2008
Committenza: TeMa Engineering spa
Servizi Teknoarch: Progettazione Preliminare, Definitiva
Luogo: Monza
Cliente: Ditta Saiom srl
Superficie: 7822 mq
Importo lavori:RELAZIONE
L'elemento focale, organizzatore dell'intero progetto, è il sistema del verde che mette in continuità il giardino storico della villa Borgazzi, attraverso l'asilo, con l'invaso dell'edificio residenziale. La sequenza delle zone verdi diventa il fulcro del progetto, spazio di relazione tra i diversi oggetti, dove i contrasti e le frizioni trovano soluzione mediante il cambiamento continuo di qualità: da verde pubblico (lo spazio aperto) a verde privato (il giardino storico) ai servizi di interesse collettivo (asilo nido).
Spazi e volumi vengono così messi in relazione attraverso un rapporto di continuità visiva e materica, in quanto l'intero intervento è stato concepito come un continuum organico in cui ogni elemento influisce sugli altri attraverso diverse sollecitazioni che plasmano spazi e forme: in questo modo si ottiene un'ibridazione tra i diversi ambiti, rendendo sfumati i confini.
Tale principio di generazione organica regola la conformazione degli spazi aperti, dell'interno degli edifici e delle relazioni tra di loro, eliminando qualsiasi rapporto gerarchico e la netta distinzione tra ciò che appartiene all'ambito pubblico e ciò che è di ambito privato: la grande corte verde diventa una piazza collettiva, di pertinenza del condominio, ma a diretto contatto con i giardini privati di pertinenza dei singoli appartamenti; anche gli elementi naturali e i materiali, omogeneamente utilizzati, come il legno, la vegetazione e la pietra, contribuiscono a rafforzare questo rapporto di continuità tra gli interni, lo spazio esterno, la piazza e l'asilo.
Forte è il richiamo storico alla tipologia della cascina lombarda, nella quale la vita di comunità avveniva all'interno, dove si affacciavano le unità produttive e abitative. Tale schema caratterizza sia l'edificio residenziale che l'asilo e, così come la casa a corte, intrusiva e protetta verso l'esterno, anche il complesso residenziale, che si apre sulla corte, verso i lati esterni definisce l'isolato che si confronta razionalmente e in maniera più compatta col contesto, assumendo la valenza di "fronte" alla scala urbana. L'edificio infatti, riprendendo la scala delle preesistenze industriali, è dimensionalmente definito in maniera tale da confrontarsi con l'intorno, conferendo una valenza paesaggistica all'intero intervento e ricostituendo un ordine nel tessuto edilizio limitrofo, cresciuto nel tempo per singoli episodi senza regole urbane riconoscibili.
La tipologia scelta è quella della casa a "corte aperta" con distribuzione dei nuclei abitativi "in linea", 3/4 alloggi per piano. L'edificio di classica forma ad "u" con corpo di fabbrica, mediamente profondo 15 metri, è dotato di 5 corpi scala e ascensore, con accesso dalla corte, che distribuiscono circa 65 appartamenti su cinque piani, più due livelli interrati con box auto (circa 90 per 150 posti auto) e cantine (circa 74). L'altezza media complessiva dell'edificio è di circa 16,80 metri alla linea di gronda.
L'arretramento dei corpi di fabbrica dai confini del lotto è in accordo con le normative vigenti in materia ed è tale da garantire lo stacco necessario per non proiettare ombre portate sugli edifici vicini. Tale condizione ha consentito di ottenere una fascia di giardini privati, tra le case e il muro di confine.
Tutti gli appartamenti hanno una loggia in correlazione con la zona giorno, che si affaccia sulla corte interna, coerentemente ad uno dei concetti progettuali portanti: la continuità visiva e la ricercata relazione tra lo spazio pubblico e quello privato, propria del tipo adottato.
L'accesso pedonale principale è sulla piazza triangolare (via Guerrazzi). Alla corte si accede attraverso un taglio sul corpo di fabbrica, che apre anche otticamente sullo spazio interno. Questo è animato oltre che dall'asilo che vi prospetta con le sue fioriere e i tetti giardino, dai muri con andamenti a zig-zag che delimitano i giardini privati. Un cancello posto più in basso consente l'ingresso dei mezzi all'interno della piazza. Attraverso due rampe poste a nord e a sud si accede, infine, all'autorimessa.
L'impostazione generale della progettazione è rivolta a un sistema tecnologico di estrema efficacia finalizzato alla realizzazione di un organismo sostenibile e altamente qualitativo.
La progettazione sinergica degli impianti e dell'architettura ha portato alla definizione di cinque obiettivi fondamentali:
La copertura dell'asilo sintetizza l'approccio progettuale assolvendo quattro importanti funzioni:
Il luogo simbolico della comunità e vero cuore della vita del nido, è la piazza su cui si affacciano le diverse sezioni. L'organizzazione degli ambienti è frutto di un processo di generazione organica che meglio si adatta, soddisfa e interpreta le modalità di abitare lo spazio da parte dei piccoli ospiti. Lo spazio comune (piazza) definisce un percorso circolare in un continuum tra interno e esterno, definendo ambiti distinti attraverso l'alternanza di spazi dilatati (spazi per il gioco e la socializzazione) o compressi (distribuzione). Un ampio nastro vetrato rivolto a nord/nord-est, schermato dalla copertura e da tende a rullo, illumina ulteriormente le aule e l'ampia zona comune interna. L'ingresso principale avviene dalla via Spallanzani, maggiormente protetta e meno trafficata della congiungente alla via Guerrazzi, da cui avviene l'accesso secondario e di servizio.