Anno: 2006/2007
Committenza: Mediapason
Servizi Teknoarch: Progettazione preliminare, definitiva, esecutiva
Luogo: Milano
Cliente: Euromilano
Superficie: 12000 mq
Importo Lavori: € 27.000.000RELAZIONE
L’area Ex-Tenax ricade all’interno dell’ambito di pianificazione della zona speciale “Z7”, vincolata dal P.R.G. a pianificazione particolareggiata esecutiva. L’obiettivo congiunto, tra la pubblica amministrazione ed i privati, è la riconversione urbanistica dell’intera area Bovisa, già iniziata con importanti insediamenti del Politecnico di Milano. A tali funzioni si stanno aggiungendo attività produttive, commerciali, direzionali e residenziali. La necessaria trasformazione, si sta attuando con un sottile equilibrio tra demolizioni, restauri conservativi, ristrutturazioni e nuove costruzioni, con la finalità di salvaguardare i caratteri storici urbani più rilevanti della città industriale, compatibilmente con le nuove necessarie funzioni che la città contemporanea deve darsi. L’area era occupata da manufatti dimessi, appartenuti al complesso industriale della Società Italiana dello Smeriglio. Si è deciso di demolire gli edifici obsoleti in cattive condizioni di manutenzione e con pericolo di crolli. Adottando il criterio d’equilibrio di trasformazione prima esposto, si è scelto di mantenere e restaurare l’edificio d’angolo a tre piani, tra le vie Colico e Cerrobbio, che ospitava gli uffici della società. Questo manufatto per le sue caratteristiche architettoniche è rappresentativo dell’edificazione industriale con caratteri edilizi improntati ad estrema sobrietà e funzionalità. Posta allo snodo dei due bracci dell’edificio, la sua torre, che ospita una scala circolare e sulla sommità la cisterna dell’acqua, è entrata a far parte del paesaggio urbano della Bovisa. Nel progetto assume quindi il valore di simbolo della continuità urbana. Il nuovo edificio stereometrico ed introverso si rifà all’immagine contemporanea della fabbrica altamente tecnologizzata. La struttura prefabbricata è esposta evidenziandone la sua natura di montaggio di parti. Il volume è costituito da un nucleo interno, evidenziato dall’uso di un cemento rosso, che si manifesta sul basamento, sugli angoli e sui pilastri scoperti del coronamento. Una seconda pelle in pannelli prefabbricati orizzontali in cemento grigio-bianco, configura l’immagine di un muro sospeso fatto di conci, disposti come un gigante opus reticolatum. Le poche aperture sono trattate come tagli orizzontali per non indebolire l’immagine di grande scala, esibita dalla nuova “fabbrica dell’intrattenimento”. Un corpo di fabbrica a tre piani completamente vetrato connette i due manufatti. A completare la volumetria d’insieme c’è l’inserimento di due “torri”che dialogano strettamente con quella esistente, formando il nucleo simbolico nonché funzionale dell’emittente televisiva. La prima alta 20 m, la torre dell’antenna (quest’ultima oggetto di una separata procedura amministrativa), lo strumento della comunicazione in posizione baricentrica, incastrata sulla vetrata del corpo connettivo, ha la forma metonimica di un oggetto elettro-meccanico: un parallelepipedo a pianta quadrata in c.a. fasciato da tubi metallici curvati a suggerire la forma cilindrica di un avvolgimento elettrico. L’altra torre è posizionata in modo asimmetrico sulla testata del braccio corto dell’edificio esistente. Essa rappresenta la “testa”dell’emittente ospitando l’ingresso, gli uffici direzionali e la grande sala delle riunioni. A forma ottagonale, è un prisma di cristallo, protetto da tende esterne motorizzate, che eccedendo in altezza e verso il suolo l’edificio gli conferiscono un carattere effimero e di levità.