Anno: 2008
Concorso: Sundsvall Arts Centre and Theatre
RELAZIONE
Concorso d'Architettura Teatro e Centro delle arti in Sundvall (Svezia).
Le nostre scelte architettoniche, prima ancora che dal tema "il teatro", nascono dalle questioni urbane, che l'area di progetto, con la sua natura strategica e la sua complessità, impone.
La città di Sundsvall, sta vivendo una fase decisiva di sviluppo, come documentano i tanti progetti che la municipalità sta attuando. Il ridisegno urbano nella fase post-industriale (che molte città europee stanno concretizzando) prende le mosse dalla trasformazione delle stesse aree industriali e logistiche e dalle infrastrutture dismesse. L'area di progetto, come si diceva, è collocata in una posizione di nuova centralità. Ai limiti della città storica, ha le potenzialità di ridisegnarne i confini. Di fatto l'adeguata riprogettazione di quest'area ne farebbe un ponte tra la città storica e la città contemporanea . Il nuovo teatro, poi, con le sue valenze culturali e simboliche, ne amplificherebbe i valori di relazione e di sviluppo armonico.
L'autostrada E4, sia nell'attuale posizione, che in quella prevista, rappresenta il problema più spinoso da risolvere per affrontare l'ambizioso tema prima esposto. Ci siamo chiesti in che modo può essere possibile connettere due aree urbane così importanti e strategiche, tagliate in due da un'autostrada. Separazione non solo visiva, ma anche insormontabile barriera architettonica. Ci siamo chiesti se fosse proponibile, mentre tutte le città stanno rendendo pedonali i centri storici e stanno eliminando le grandi barriere urbane infrastrutturali, risolvere il tema del water front, il rapporto tra il mare e la città, realizzando sulla sponda un'autostrada. Infine, risulta evidente che un'area che andrà acquistando sempre più le connotazioni di luogo della cultura e della socializzazione non può essere compatibile con l'impatto sonoro prodotto dal traffico autostradale. Da queste riflessioni nasce direttamente la prima importante e decisiva scelta progettuale: costruire sopra l'autostrada, per affacciarsi sul mare, inglobarla nell'edificio per neutralizzarne la rumorosità.
Abbiamo quindi deciso d'impostare la pianta dell'edificio in modo molto articolato. Si è definito un iper-isolato tracciato seguendo le direttrici degli isolati della città storica e del Kulturmagazinet. A queste s'intrecciano le linee più libere, generate dagli elementi naturali, concepiti come frammenti di boschi. Queste opposte linee di forza polarizzano variamente gli elementi della composizione, perchè possano svolgere quel ruolo di modulazione e di ponte tra le diverse aree urbane.
Il fronte urbano dell'edificio, l'ingresso principale ai teatri, è stato allineato alla galleria del kulturmagazinet. Grazie all'importanza dei palazzi storici che vi si affacciano e con il completamento degli alti edifici previsti ad ovest, potrà diventare la strada delle Cultura, dove il presente si confronta con la storia. L'edificio verso la città ha un carattere sobrio e compatto, con geometrie chiare e ordinate. In opposizione al fronte urbano, il water front si articola in una teoria di elementi dalle forme organiche e composite: i teatri piccoli. Volumi metallici intagliati si impostano sulla copertura della galleria e affondano teatralmente in mare.
L'area tra il kulturmagazinet e il fiume è stata studiata in relazione agli altri spazi urbani dell'immediato intorno. Abbiamo abbandonato l'idea iniziale di farne una piazza, per non togliere forza e centralità a quella vicina del comune. Ci è sembrato interessante proporre la realizzazione di un bosco, un frammento di natura che invade il centro metropolitano e da vita ad un piccolo parco attrezzato, connesso con il sistema di verde degli argini del fiume. Pensato con ampie pavimentazioni di legno, percorsi e pista ciclabile, che salgono sopra gli edifici e li superano per mezzo di rampe e camminamenti che conducono al di là, oltre l'autostrada, verso il golfo e la città nuova. L'edificio è un ponte sopra l'autostrada. A livello interrato è pensato il parcheggio, ampliato rispetto alle dimensioni attuali ma sostanzialmente nella stessa posizione.
Il progetto propone tre tipologie teatrali differenti: il teatro A da 500 posti, lo abbiamo definito storicista. Con l'arco scenico variabile, la torre scenica e il palco mobile, il golfo mistico per l'orchestra, a scomparsa Adattabile a diverse forme teatrali, ma anche a concerti, proiezioni, conferenze.
Il teatro B da 300 posti, ha la forma cilindrica di un piccolo Globe theatre, tipo sviluppatosi in età elisabettiana, ma di diretta derivazione classica.
Gli altri teatri più piccoli sono stati sistemati al terzo livello in contiguità allo spazio esterno all'interno dei volumi che fronteggiano il mare. Sono pensati come semplici salette con o senza spalti inclinati, si rifanno al modello dei teatri laboratorio/scuola, i teatri per bambini connessi a laboratori maschere e scene, esperienze musicali, danza, ritmo.