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House of Arts and Culture
DATI ESSENZIALI

Anno: 2009
Concorso: House of Arts and Culture
Luogo: Beirut, Lebanon
RELAZIONE
Rapporti urbani

L'area di progetto collocata ai margini del "centro storico" è di straordinario interesse per la città di Beirut, essendo parte di quel perimetro sensibile e ambiguo dove attraverso la dialettica tra due aree urbane fortemente diverse e contrapposte, può ricercarsi quel nuovo nucleo d'identità, necessario per dare un senso profondo alla sua ricostruzione. Interpretare il confine è una delle esigenze presenti fin dall'inizio nel nostro programma. Confine nella sua accezione, di limite, di cesura, di cicatrice, di discontinuità, ma anche di punto d'incontro, punto di accesso dalla vita reale alla vita dell'arte e del pensiero, porta.
Questa impostazione da la possibilità, pur intervenendo nei limiti dell'isolato, di concepire l'edificio a scala urbana.
Ci siamo analogamente posti l'obiettivo di progettare uno spazio permeabile, un luogo d'incontro e di confronto, di scambi, in altre parole una piazza. Il tema si è chiarito: concepire il confine come una piazza, una spazialità modulante tra le due realtà urbane a confronto e simbolicamente un luogo di dibattito concettuale.
Ci sembrava inoltre, che al di là dei valori urbani e simbolici, in una città mediterranea, pensare ad uno spazio per l'arte e la cultura vivibile anche "all'aperto" fosse una scelta giusta. Può diventare più naturalmente un luogo della vita sociale, spazio accogliente, in "rete" con gli altri spazi collettivi della città.

La copertura dell'edificio, impostata alla quota più bassa possibile, diventa nel nostro progetto praticabile, una piazza rialzata. Per rafforzare l'idea abbiamo esteso il disegno della pavimentazione "ad arabesco" anche allo spazio antistante, fino alla torre di Jean Nouvel, area dedicata d'altra parte nel piano urbano a giardino. Ovviamente il progetto può limitarsi al confine imposto dal bando. L'estensione è quindi da ritenersi un'opzione, che tuttavia evidenzia la necessità di avere un vasto spazio antistante ad un edificio con queste funzioni.

Valori simbolici

Un edificio per l'arte e la cultura può essere concepito, a nostro avviso, partendo da due concezioni diametralmente opposte. La prima è quello del contenitore neutro e flessibile, silenzioso, strumento, cornice, assenza da colmare volta per volta con nuovi accadimenti: mostre, spettacoli, concerti, ecc. La seconda considera l'edificio stesso parte di quei valori artistici che ospita al suo interno, attribuendogli quindi qualità poetiche, espressive, comunicative, simboliche. Il contenitore che metalinguisticamente riflette sui suoi contenuti.
La scelta, pur non facile e non senza posizioni contrastanti, da parte di partecipanti al gruppo di lavoro, si è rivolta alla seconda opzione. E' stata prevalente l'idea che nella storia delle città, in tutte le fasi di cambiamento, di grandi trasformazioni urbane, come quella che sta attraversando Beirut, il ruolo dell'architettura è stato quello di essere protagonista della nuova città in formazione, grazie alle sue peculiarità simboliche.
Un grande tappeto in pietra bianca, sul quale è disegnato un arabesco, meglio ancora un labirinto, è la metafora del tessuto urbano, della città. Città che è alla ricerca di una strada di una nuova identità, che tuttavia non riesce ancora a cogliere a causa del punto di vista limitato che offre il groviglio di direzioni. Ma, dei profondi tagli inflitti su di esso danno vita ad una mutazione. Le cicatrici generano le rampe di accesso ad uno spazio sopraelevato, il simbolo di divisione viene sovvertito, diventa il ponte dal quale si accede all'edificio. Si raggiunge attraverso una discontinuità un'altra dimensione, una dimensione mentale, territorio dell'arte. Luogo separato ma idealmente legato alla città storica, un frammento di tessuto del bazar. Gli spazi, le dimensioni, i percorsi, la materia sono alla scala umana, minuta della città antica. L'arte può trasportare l'inattuale nel presente, non facendo operazioni vernacolari tipo "centri commerciali", o allestendo scenografie orientaleggianti, ma ritrovandone il senso grazie a riferimenti più sottili.


Descrizione edificio

L'edificio è articolato in due parti, fortemente distinte e caratterizzate. Il disegno della piazza è una libera interpretazione del tema del labirinto, del groviglio intrecciato di direzioni, Lo sfondo, con matrice esagonale, è in pietra chiara, le figurazioni in tre tonalità più scure, ed è pensato a maglie larghe per esser visto dall'alto, dalle torri circostanti e dall'aereo. Tutte le aperture ed i tagli di luce che si vengono a formare dal gioco di tagli e traslazioni di superfici, sono rivestite da una lamiera stirata in rame preossidato, con funzione di schermatura solare. Le maglie sono di varia dimensione per graduare la luce all'interno. Nel foyer dei teatri ad esempio, la luce entra dai tre spicchi triangolari formati dalle rampe di accesso, un'interpretazione dell'effetto affascinante prodotto dalla luce zenitale filtrata, nella tradizione dell'architettura arabo-ottomana.
Il rivestimento dell'edificio verticale è cartesiano. Pensato come un tessuto con trama e ordito. Un paramento in metallo e tubi in ceramica chiara, in verticale, posti a distanza lievemente variate, per dare alle facciate un disegno naturale e vibrato. Anche in questo caso con funzione di schermatura solare.

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