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Biblioteca Politecnica Milano 2° Versione 2007
DATI ESSENZIALI

Anno: 2005/2008
Committenza: Politecnico di Milano
Servizi Teknoarch: Progettazione Preliminare, definitiva, esecutiva, assistenza al cantiere
Luogo: Milano
Cliente: Euromilano, C.E.S.I.
Superficie: 3100 mq
Importo lavori: RELAZIONE

Il progetto della nuova biblioteca si inserisce all’interno del più ampio progetto di recupero dell’area ubicata nell’ex sito degli stabilimenti Broggi – Isar – Cavanna, nel cuore del quartiere della Bovisa Questo intervento si configura come un contributo determinante nel percorso di riconversione urbanistica dell’intera area Bovisa; lo spessore dell’operazione risulta ancor più evidente se letto alla luce dell’intero programma di rinnovamento che investe questa parte di città, che restituirà ai cittadini un quartiere qualificato da una nuova identità all’insegna di innovazione e eccellenza, in continuità con l’immagine manifatturiera del passato. Con gli strumenti propri dell’architettura, si è cercato di parlare simbolicamente di un tema profondamente connesso all’istituzione: il sapere, interpretandolo in chiave anti-monumentale. Il tema guida del progetto è quello della conoscenza letta come dialettica di saperi a volte contrastanti, spesso ambigui e contraddittori. La grande facciata sulla via urbana annuncia il tema. E’ suddivisa ossessivamente in una serie di riquadri, serigrafate le vetrate ed incise in bassorilievo le pareti in cemento. Ognuno di questi campi riflette, come in uno specchio surreale, l’immagine del gasometro, estratta da una foto scattata prima della demolizione delle fabbriche. Lo specchio sul passato rimanda al concetto di memoria, primo attributo di una biblioteca è infatti quello di custodire la memoria. La facciata custodisce la memoria di quello che si vedeva prima che la demolizione della vecchia Bovisa consentisse di erigerla, la distruzione rappresenta la condizione necessaria del suo costruirsi. La facciata si può leggere, inoltre, come un muro fatto di grandi conci, che però nega se stesso, sollevandosi dal suolo, infatti, contraddice la sua tettonica che lo vedrebbe saldamente legato alla terra. Il muro simbolo di limite e di chiusura sollevandosi permette l’ingresso e si trasforma in un foglio. Il supporto che svela la conoscenza il foglio è lo stesso elemento che chiude e separa il muro. Tutto l’edificio è composto da un pacchetto di muri/fogli (vedi prospetti laterali). Anche il portico labirintico è composto da frammenti di fogli ed ha lo scopo spaziale di disorientare chi si accinge ad entrarvi. Quest’ultimo introduce alla biblioteca od al giardino. L’edificio ed il giardino interpretano un’ulteriore dialettica. Il primo l’edificio si costruisce per montaggio chiaro ed articolato, il secondo si decostruisce si smonta segue il percorso opposto. Natura e Cultura seguono percorsi inversi anche quando perseguono gli stessi fini.

Biblioteca Politecnica Milano 2° Versione 2007

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